Oggi anche il mio bello si è laureato, architetto Jr. Ora gli tocca fare la specialistica, ma il primo traguardo è andato.
Per assistere alla sua laurea sono ritornata al mio campus, dove ho passato 5 anni di gioie e dolori e soprattutto notti insonni.
Conseguenza a tutto ciò? Un sacco di pensieri.
Prima di tutto nostalgia del periodo accademico, tanta nostalgia. Soprattutto considerando che ora lavoro, un lavoro che non sarebbe nemmeno tanto male, però mi pesa andare perchè è a Milano e altre cose che lascerei perdere. Ma soprattutto mi girano le balle perchè noi poveracci laureati ci siamo fatti un mazzo tanto per 5 anni per fare cosa? Per essere sfruttati. E se vuoi andare a vivere da sola perchè vuoi la tua indipendenza non puoi, perchè c'è la crisi e la gente non ti paga, però poi vedi chi non ha manco il diploma che ha un lavoro fisso e prende i suoi DIGNITOSISSIMI 1000 euro (averceli io in busta paga, anzi, avercela una busta paga!) allora ti vien da chiederti: perchè? Perchè ho fatto sta fatica? Solo per avere il mio nome scritto in bella grafia su un foglio di carta pergamena?
Io ad esempio sono in prova, e mi danno un rimborso spese tanto imbarazzante che non ho nemmeno il coraggio di ripeterlo a voce alta, vorrebbero tenermi, ma a quali condizioni? Sto ancora aspettando la proposta indecente.
Non ci sono dubbi sul fatto che i soldi non diano la felicità, ma di sicuro danno stabilità e possibilità (leggere sopra la faccenda della casa) e volete dirmi che queste cose non vi interessano per essere felici?
Insomma a conti fatti mi guardo indietro e mi viene lo sconforto. Poi guardo altre cose intorno a me e mi viene ancora di più lo sconforto.
Morale? Un magone enorme.
succedono cose Etichette: considerazioni, incertezza, lui | 6 commenti»
martedì 22 settembre 2009 alle 21:54
Iscriviti a:
Commenti sul post (RSS)





6 Responses to "succedono cose" (Leave A Comment)
23 settembre 2009 alle ore 00:04
Condivido la depressione da condizione precaria, quella condizione che (nel mio caso) mi ha costretta all'ultimo lavoro che avrei voluto accettare, ma l'unico che pagasse. MI consola il pensiero che i 5 anni di notti insonni ad un certo punto dovrebbero portarci oltre i 1000 euro al mese. Se così non fosse, che ne dici di un chioschetto a bora bora? Potremmo sempre riciclare il business plan dello stregatto...
S
23 settembre 2009 alle ore 00:13
Spero vivamente anche io nei +mille facciamo anche quasi duemila, però iniziare così, con la gente che non capisce chi sei e cosa sai fare e ti tratta da mentecatto, e poi questo difendere sempre quello che hai studiato, che adesso le cose se le fanno in casa con paint, e nessuno poi sa cos'è communication design e ti dicono ah sei un grafico e tu gli dici che sei più qualificato di un semplice grafico ma loro non capiscono ancora, e se ti capiscono ti danno ancora meno...è una faticaccia..
Io accendo il chioschetto e rilancio anche con weddin planner sulla spaggia.
Che amarezza, direbbe un colto Cesaroni...
23 settembre 2009 alle ore 10:06
la colpa come al solito non è dei singoli, è di chi non punta a promuovere le assunzioni giovanili.
abbiamo un mondo del lavoro di cariatidi, non ci sono incentivi che possano spingere un datore di lavoro a fare quella che per noi è "un'opera di bene".
ricerca azzerata e la richiesta di lavoro media italiana (secondo ricerche) richiede un diploma da ragioniere.
però siamo quelli con Leonardo, Cristoforo Colombo e il 50% delle opere d'arte d'Europa...me cojoni!
23 settembre 2009 alle ore 13:03
Al di là del discorso politico-sociale (che condivido appieno, ma si aprirebbe un dibattito eterno) è vero che manca la base culturale che giustifichi la domanda di lavoro per le nostre figure. C'è poi in Italia una mentalità da terzo mondo dove la dignità del lavoro e dell'individuo finisce a farsi benedire, e che permette atteggiamenti umilianti nei confronti dei nuovi assunti. Ti consiglio caldamente di leggere "il metodo antistronzi",almeno finchè non saremo su una spiaggia a organizzare matrimoni per i vip :D
23 settembre 2009 alle ore 13:35
Tralasciando il discorso politico che è inopinabile e il cui cambiamento però utopico, direi che il problema adesso sta proprio nel fatto che in Italia vige la norma LO FACCIO DA ME, ovviamente una casa fatta da un incompetente comporta dei rischi, ma cosa vuoi che succeda se mi faccio il volantino da solo in word?
Io ho iniziato una mia crociata personale partendo dal mio comune, dopo averli insultati allegramente per un manifesto decisamente vergognoso, ho ottenuto per così dire l'appalto per i lavori grafici che devono fare. Ovviamente gratis, però il progetto lo firmo (magari qualcuno cerca e mi chiama...), mi arricchisco il portfolio e facciamo un po' di educazione al popolo su come vanno fatti i volantini! Non si butta via niente al giorno d'oggi.
Mi sento un po' Giovanna D'Arco!!Speriamo solo di non bruciare...
24 settembre 2009 alle ore 10:35
Bella questa cosa del comune! Iniziamo dal piccolo per portare un po di cultura della comunicazione in giro. Sottoscrivo la crociata!
s
Posta un commento