caro san valentino...

...parliamoci chiaro, mi avevi un po' illuso, mi avevi fatto credere che avessi trovato una persona con cui passare un po' di tempo. Non era certo perfetta, ma a me andava bene e non mi sono mai lamentata mi sembra. Poi però hai deciso che nonostante la mancanza di reclami da parte mia la storia dovesse finire. Adesso io avanzo delle pretese, perchè se mi hai privato di una persona che a mio avviso poteva anche andare bene vuol dire che mi sta aspettando il vero principe azzurro, quindi per evitare problemi ti faccio una descrizione di ciò che vorrei:

_lo voglio bello, con tanti capelli scompigliati come piace a me, meglio se sul biondo/castano chiaro, con gli occhi intensi e un fisico tonico ma non da palestrato che poi c'ha più tette di me. E con pochi peli superflui che a me fanno abbastanza schifo.

_deve farmi ridere, essere dolce e gentile, deve farmi sentire importante e sorprendermi (che è forse la cosa più difficile perchè la mia mente viaggia molto e immagina di tutto) voglio uno che abbia le palle di trattarmi come una fottuta principessa quale ogni ragazza è. E sti cazzi.

_deve sopportarmi e supportarmi che io c'ho i miei momenti neri, ed è bello avere lì uno con la candelina accesa che ti dice "ehi bella, vieni di qui che usciamo dalla galleria". O comunque uno che in quiei momenti lì sappia affrontare serenamente la cosa.

_deve essere umile, non se la deve menare perchè sa fare un sorriso che tanto son buoni tutti, deve essere intelligente, brillante e creativo, non voglio uno che non conosce la cultura, non dico che deve essere tipo Philippe Daverio, ma almeno le cose fondamentali uno le deve sapere.

_deve avere un minimo di ambizione, quelli che si accontentano son limitati e io voglio il meglio per me, che se non lo voglio io non lo vuole nessuno, il mio meglio intendo.

_voglio sentirmi amata, voglio qualcuno che non abbia paura di guardarmi con gli occhi a polpetta e sorridermi illuminando le notti più buie. Che apra la sue braccia e mi stringa forte facendomi sentire come se tutto il resto non esistesse più.

Chiedo troppo? Allora impegnati. Perchè io non scenderò più a compromessi. L'hai voluto tu, caro il mio San Valentino...

pensieri

Ci sono alcune cose, che sono difficili da mandare giù. Come ad esempio sentire l'esigenza di un abbraccio e non poterlo avere, vedere persone felici, come vorresti essere felice tu, e arrabbiarsi quando si vedono cose che proprio non riesci ad ignorare. Se fossimo esclusivamente menti razionali sarebbe tutto meno complicato, ma anche meno intenso.

Isola

In questo momento vorrei dire molte cose. Ma non so come dirle.
Vorrei avere la forza di chiedere alcune cose. Ma non ce l'ho.
Avrei bisogno di ricevere certe cose. Ma non le avrò.
Perchè io sono un'isola.

Devo ancora capire come funziono

Quando sono nata io mica lo sapevo che nella vita avrei vissuto tante cose. Momenti belli, momenti brutti, incertezze e tutto il resto. Ci sono cose poi che ti piovono proprio addosso, uno non è che se le va a cercare, anzi, magari cerca proprio di evitarle, perchè non sono proprio delle cose piacevoli e soprattutto quando te le trovi lì davanti che dicono "Piacere sono un momento difficile di quelli che non si capisce come sono arrivati e non ho tanta voglia di andarmene che poi mi sento solo", ecco in quei momenti lì, non un minuto in più e non uno in meno, io mi chiedo: ma costava tanto fare un libretto di istruzioni? Così uno va in fondo, dove di solito c'è la soluzioni ai problemi frequenti e cerca quello che gli è capitato, legge cosa deve fare, lo fa e tutto si sistema. Se invece il problema è di quelli eccezionali uno si può mandare a riparare al centro assistenza.
Sarebbe tutto molto più facile.

ciao Bob

Lui è Bob Noorda, se non sai chi è vai su wikipedia e scoprilo che ne vale la pena, io lo amo.
Lo amo non solo perchè è un mago della grafica e ha dato tanto al mondo in questo senso. Ma anche perchè è sempre stato umile e generoso, anche con chi non conosceva e non valeva proprio niente di fianco a lui. Come me, quando gli hanno dato la laurea ad honorem, lui la stella e io nessuno ed era lì, a parlare con me come se fosse un mio compagno di università.
E quando a lezione mi ha dato ragione di fronte ai miei professori che mi davano contro mi ha riempito il cuore, e mi ha fatta sentire forte, mi ha aiutata a credere un po' più in me. Questa non me la doveva fare, però.

E con questa siamo a 2 per il 2010, sono passati solo 11 giorni...andiamo bene.

Non vuoi campar cent'anni?




Le persone devono imparare a farsi i fatti propri. Soprattutto se le parole che proferiscono oltre a non essere richieste ledono la felicità e la serenità altrui. Dopo aver fatto tutto questo, che abbiano almeno la decenza di sentirsi in colpa. Stronzi.

io mi ricordo...

Quando ero piccola, ma piccola piccola, diciamo in età prescolare, andavo spesso al mare con i miei nonni paterni ad Alassio. Dovete sapere che mio nonno era un pompiere, e i pompieri della sua città avevano comperato un monolocale appunto ad Alassio e a turno ne usufruivano.
Il monolocale era davvero mono ma aveva un balconcino che dava su un piccolo giardino dove non c'era mai nessuno, solo tanti palloni persi dai bambini e sembrava un po' magico così vuoto di vita ma pieno di giochi perduti. Da un lato c'era la cucina, dall'altro il divano che era divano letto, singolo, e un altro letto era nascosto sotto il divano letto. Lì ci dormivano i miei nonni, uno per ogni letto. Io dormivo nella cassettiera. Non sto scherzando, era una cassettiera di giorno, poi la sera la giravi e diventava una brandina formato nano, o undersix che dir si voglia, un'altra magia.

Mi piaceva andare al mare ad Alassio, coi miei nonni, mi compravano sempre il gelato quando uscivamo la sera dopocena, e di giorno in spiaggia ogni tanto mi prendevano il cocco, è così che ho assaggiato il cocco per la prima volta, o almeno la prima volta che io ricordi, su una spiaggia ad Alassio coi miei nonni paterni in un luglio assolato, perchè ad Alassio ci andavamo sempre a luglio. Un altro ricordo che ho è che avevo delle amichette di cui non ricordo volti o nomi, ma ricordo che riempivamo il secchiello di sabbia, e poi andavamo dai maschietti a fare coccobello e a dirgli di mangiare la sabbia. Già allora sapevo che il maschio è un essere inferiore, esclusi i nonni e il papà. Gli altri parenti possono essere messi in discussione.

Mi ricordo poco altro, vista l'età che avevo ai tempi, ma il ricordo più vivido che ho riguarda una notte tormentata. Avevo avuto un incubo, non ricordo cosa avessi sognato ma mi ricordo ancora che ero parecchio scossa, piangevo e ho svegliato mia nonna che dormiva e che per farmi calmare dopo un po' di coccole mi ha fatto una bella camomilla calda. Mi ricordo ancora che ero seduta sulla sedia, appoggiata su un pezzo di tavolo a bere la mia tazzona di camomilla. Era davvero un pezzo di tavolo, perchè per farci stare il secondo letto il tavolo si doveva richiudere su se stesso, tanto per capire quanto fosse mono il monolocale. Mi pareva piccolo già a 5 anni, età in cui tutto è enorme e l'erba che cresce incolta d'estate è più alta di te e diventa un labirinto. Fatto sta che la camomilla non mi aveva calmato poi così tanto, ma la nonna (che mi chiamava Belè, che non c'entra niente con la Belen) mi aveva convinto a ritornare nella mia cassettiera-letto e continuare a dormire.
Il giorno dopo mi sono svegliata e mi sono preparata per andare in spiaggia come tutti gli altri giorni, in spiaggia ho sentito mia nonna che raccontava alle sue amiche cosa era accaduto la notte. Io mi sono sentita ferita nel profondo del mio piccolo orgoglio, e le ho detto che non avrebbe dovuto dirlo in giro che io mi vergognavo un po' di aver fatto una figura così barbina, che avevo fatto l'incubo, avevo pianto, la camomilla e il resto. Però poi mi ha fatto un sorriso, ha detto che andava tutto bene e io l'ho perdonata subito.

Adesso quando faccio un brutto sogno e non riesco a riaddormentarmi mi faccio una tazzona di camomilla e ripenso al sorriso della mia nonna che mi dice che va tutto bene e tutto va bene per davvero.