e guardo il mondo da un oblò

Non capisco una cosa. Più di una a dir il vero, ma oggi mi concentro su questa.

Nei centri commerciali, appena oltrepassata la porta scorrevole, si viene investiti da una folata di aria calda, molto confortevole considerando che si arriva dall'esterno, dove fa freddo, aiuta a scacciare quella patina invisibile di gelo che ti si cuce addosso. La sensazione è simile a quella che si prova entrando nel tepore di casa, credo lo facciano apposta, per metterti a tuo agio e predisporti all'acquisto.

E fin qui tutto cristallino.

Ma quando esci, quella stessa folata tanto gradevole all'entrata diventa deleteria, e ti ricorda solo quanta differenza c'è tra il caldo di una spiaggia caraibica e il gelo che ti ritrovi a dover sopportare. Io capisco che se la porta si apre sia per far entrare che per far uscire diventa complicato gestire la cosa. Ma nel centro commerciale vicino a casa mia ci sono due porte, una con scritto "entrata" e una con scritto "uscita". Allora mi dico, perchè non sistemano la cosa? Vogliono farti sentire in colpa perchè te ne stai andando?
C'è un accordo segreto con le case farmaceutiche per farti ammalare cosicchè loro vendano più antibiotici?
Oppure l'accordo è con le agenzie viaggi che vogliono farti sognare paradisi esotici con 25 gradi celsius di temperatura minima?
Nel mio centro commerciale c'è sia la parafarmacia che l'agenzia viaggi...non saprò mai la verità.

ps. si vede che ora che sono single ho tanto tempo libero, ho postato addirittura 3 giorni di fila!
REGOLA N°1: Tenere la mente impegnata.

vabbè...

3 Responses to "e guardo il mondo da un oblò" (Leave A Comment)

pb says
5 gennaio 2010 alle ore 13:12

torno alla vita telematica e mi ritrovo indietro di mille post ed un blog tutto da spulciare..aaaaarghhhhh!
Adesso con calma leggo tutto, intanto mille aguri per il 2010 e un abbraccio forte...

b. says
5 gennaio 2010 alle ore 14:21

sai com'è...ho avuto un po' di tempo libero. eh eh!

Anonimo says
8 gennaio 2010 alle ore 00:53

Anch'io torno piano piano alla routine. E anch'io ho letto. Forza Bea!